mercoledì 4 dicembre 2019

UN ALBERO NATALIZIO... EUROPEO!



L’Istituto comprensivo “Margherita Hack” presenta “Christmas Exchange”, un progetto all’insegna dell’internazionalizzazione e della condivisione

L'Istituto Comprensivo “Margherita Hack” di Assago  ha aderito quest’anno al "Christams Tree Decoration Exchange Project”, un Progetto Europeo di Scambio di Decorazioni Natalizie tra le scuole dell’infanzia e primarie dell’Europa.
Ideato dal centro Europe Direct di Wrexham, in Galles, e diffuso dal centro Europe Direct Lombardia, il progetto intende promuovere la conoscenza reciproca tra gli studenti, la solidarietà e l’interculturalismo, in un’ottica di promozione e valorizzazione della coesione sociale, a livello europeo.


Il progetto, inoltre, mira a incoraggiare le scuole a mantenere i contatti con i loro partner di scambio e a lavorare in futuro con altri Istituti Scolastici in tutta l’Unione Europea, per incrementare l’offerta educativa e promuovere l’esercizio di una Cittadinanza attiva.
Le scuole che partecipano all’iniziativa sono state organizzate in gruppi di scambio, costituiti da non più di 30 partecipanti. Del nostro gruppo fanno parte: 3 scuole italiane, 2 scuole del Regno Unito, 4 scuole della Francia, 6 scuole della Spagna, 1 scuola della Polonia, 2 scuole dell'Austria, 2 scuole della Romania, 1 scuola della Finlandia, 1 scuola della Germania, 2 scuole della Grecia, 1 scuola della Bulgaria e 1 centro Europe Direct del Portogallo.

Il progetto, giunto alla sua undicesima edizione, ha coinvolto direttamente i bambini, che hanno realizzato e scambiato con altre scuole europee decorazioni natalizie e “pacchetti informativi” sulle tradizioni del Natale nel proprio Paese.
Gli alunni hanno esercitato la loro creatività e la loro manualità realizzando cartelloni, fascicoli e decorazioni che rappresentassero il Comune, la Regione e il Paese di appartenenza. Per creare il video di presentazione della scuola, inviato a corredo delle decorazioni, gli alunni sono stati coinvolti nella ricerca d’informazioni, usi e abitudini propri del loro territorio, e in questo modo hanno potuto affinare la loro identità culturale.
Tutto ciò assumerà ancora più significato quando gli studenti riceveranno, nelle prossime settimane, il materiale proveniente dalle altre scuole d’Europa: le decorazioni saranno utilizzate per decorare un albero di Natale europeo, multiculturale, e i pacchetti informativi verranno divulgati in classe ed esposti in mostra, per poter essere osservati, letti, condivisi.

Grazie alla condivisione e allo scambio, nuclei fondanti di questo progetto, gli alunni avranno occasione di conoscere le tradizioni natalizie di altri Stati d’Europa, nonché approfondire molti altri aspetti di ogni Paese, come la lingua, la geografia, la storia, la cultura, le attività scolastiche e le tecniche manuali adoperate.
Un’occasione per conoscere meglio se stessi e contemporaneamente allargare i propri orizzonti, oltrepassare i muri della propria scuola, guardare oltre i propri “confini” ... Un modo per viaggiare e fare esperienza, pur rimanendo tra i banchi di scuola, comprendendo di essere non solo cittadini d’Italia, ma anche cittadini d’Europa.
Questo svilupperà nei bambini il senso di un “Natale Insieme”, un Natale condiviso, oltre le distanze, sia geografiche che culturali. Da qui il nome “Christmas Exchange – Natale Insieme”, che il gruppo di lavoro dell’Istituto ha scelto per l’evento natalizio “europeo” che concluderà il progetto e si svolgerà il 14 dicembre, dalle ore 10:00 alle ore 12:00, presso la Scuola Primaria.
Il significato dell’evento è racchiuso iconograficamente nel logo preparato per questa occasione: un albero di Natale con una stella tricolore, unita in cerchio con altre 11 stelle (ricordando il logo a 12 stelle che simboleggia la Comunità Europea), alludendo a un senso di appartenenza, condivisione e unione.
L’Istituto Scolastico “Margherita Hack” è lieto di invitare voi tutti a partecipare a questo significativo momento di festa e a brindare sotto l’albero “europeo”, per un Natale di tutti…un Natale insieme!

Le maestre Valentina Cassiano e Rosaria Incarbone

Walking tour... in English


Viaggiare e parlare inglese.... senza andare troppo lontano!

Da anni nella nostra scuola si svolgono i walking tour organizzati dalla prof. di inglese Donatella Perrotta. Si tratta di una grande opportunità che ci viene offerta dall’istituto.

L’attività consiste nel visitare le attrazioni principali di una città mediante delle guide madrelingua che parlano in inglese e che, oltre a descriverci i monumenti, raccontano delle leggende sulle origini dei luoghi.

Il nostro compito è ascoltare che cosa viene detto e prendere appunti  perché, una volta tornati a scuola, sosteniamo un piccolo test per capire quanto siamo stati attenti e che cosa ci ricordiamo della gita.
L’aspetto che più ci piace dei walking tour è la possibilità di visitare una nuova città o scoprire delle cose nuove sulla nostra.
Quest’anno visiteremo Milano e speriamo che sia divertente come l’anno scorso a Pavia.
Riccardo S., Mattia C., Micole G.


STIAMO IN GUARDIA!


Una nuova iniziativa alle medie: l’insegnamento di tecniche di autodifesa nelle ore di educazione fisica

Noi, le ragazze di blog, abbiamo intervistato la prof di educazione fisica Francesca Pecoraro per confrontarci con lei sulla possibilità di inserire delle lezioni di autodifesa all’interno delle ore di scienze motorie.

L’autodifesa consiste nell’essere in grado di difendersi da soli contro eventuali malintenzionati, cosa che dovrebbero imparare a fare tutti, anche fuori dalla scuola, perché purtroppo può capitare di trovarsi in situazioni spiacevoli, anche per strada.


La prof ha accettato la proposta e  nei giorni seguenti sono arrivati a scuola  due professionisti/ istruttori di KICK BOXING per svolgere una lezione di autodifesa.

La KICK BOXING consiste nell’imparare a difendersi con calci (a mulo, frontale, laterale ecc…), pugni (es. jeb, diretto, gancio ecc..) e parate; inoltre abbiamo appreso tecniche di judo.

Gli esercizi che abbiamo svolto nelle ore di educazione fisica riguardanti la kick boxing sono stati finalizzati a mantenere la guardia in modo che l’avversario non ti colpisca sulle ginocchia; quindi ci hanno spiegato che il jeb viene tirato con il braccio davanti e il diretto invece con il braccio dietro; gli esperti infine ci hanno mostrato le cadute all’indietro e in avanti.



Questa attività ci ha fornito le basi dell’autodifesa, ma gli esperti ci hanno insegnato anche che le mosse imparate non servono per fare del male bensì riuscire a difenderci in caso di difficoltà.

                   ALESSIA C., ALESSIA  D. B. E SOFIA P.

Pronto intervento prof!


I docenti, i bidelli e le segretarie della scuola hanno seguito un corso sul primo soccorso e sull’uso del defibrillatore.

Negli ultimi giorni il personale scolastico è stato sottoposto a un corso di tecniche di primo soccorso e ha imparato a usare il defibrillatore, uno strumento pericoloso che va usato con molte attenzioni e precauzioni, essendo dotato di un sistema elettrico in grado di dare la scossa.
Il corso è stato effettuato nei giorni del 16 e del 23 novembre con la partecipazione di 50 persone. È  stato utile perché a scuola può accadere che i ragazzi svengano o si sentano male. Nella scuola elementare, in seconda, una bambina di sette anni ha avuto un mancamento e per soccorrerla hanno dovuto chiamare l’ambulanza.

In un altro istituto l’intervento esperto di un insegnante ha potuto salvare un alunno. Fuori dalla scuola, ad esempio nell’ambito di associazioni sportive, alcuni ragazzi hanno frequentato un corso salvavita scoprendo come agire in caso di emergenza.

Abbiamo intervistato una bidella e una segretaria della scuola che hanno partecipato al corso, per comprendere meglio che cosa hanno imparato: nel momento in cui una persona si sente male bisogna subito controllare la respirazione, per distinguere uno svenimento dall’ arresto cardiaco. Poi un altro aspetto fondamentale su cui ci si deve basare è la coscienza: la persona risponde oppure no?
Nel frattempo bisogna eseguire delle flessioni con entrambi le mani al centro dello sterno e, dopo trenta massaggi, la respirazione bocca a bocca. Nel frattempo si chiama l’ambulanza.
Adesso, grazie a questo corso, le scuole sono più sicure e pronte a ogni evenienza.



                                                                                             Sofia C.,Anna M., Alessia D.B.


mercoledì 27 novembre 2019

UNA MENSA A MISURA DI CELIACO!



Di fronte a un disturbo sempre più diffuso, ecco come la mensa della nostra scuola tutela i ragazzi.

Un problema alimentare di alcune persone è la celiachia; si tratta di un’intolleranza verso il glutine che, una volta assunto, può causare conseguenze minime o gravi: dai giramenti di testa alla nausea nei  casi minimi, ma nei casi gravi si passa dall’infiammazione intestinale allo shock anafilattico.
In alcune strutture scolastiche involontariamente hanno servito a ragazzi celiaci del glutine che ha causato conseguenze pessime: per curare gli alunni sono stati usati dei farmaci salvavita.

Chi è celiaco deve stare molto attento con il glutine e mangiare senza mai assumerlo. Il glutine, il nemico di ogni celiaco, è in tutto ciò che riguarda la farina, il grano e l’orzo.
Abbiamo intervistato i responsabili della nostra mensa dell’Istituto Margherita Hack di Assago. Nell’istituto i celiaci sono pochi e principalmente il numero è tra i sette e gli otto per ogni ordine di scuola. Il menù non cambia molto e tendenzialmente è simile a quello degli altri, con tutte le attenzioni della dieta. La scuola inoltre usa dei cartellini colorati, cosicché  la mensa riesca a distinguere i ragazzi con una dieta particolare. Gli strumenti non sono tanti, ma sufficienti e sicuri per chiunque.
Anna M., Sofia C., Alessia D.B.

venerdì 15 novembre 2019

La scuola si fa bella

La primaria diventa più grande, capiente e all'avanguardia, grazie ai lavori di ampliamento di quest'estate.

Nella scuola primaria di Assago "Giovanni Falcone" è stata aggiunta una nuova ala per allargare l'istituto e aggiungere un'ulteriore sezione (E): quest’ultima è stata inaugurata a settembre 2019. 

I lavori sono stati realizzati quest'estate, quando la scuola era chiusa per le vacanze estive, e sono stati portati a termine in modo puntuale, grazie ai fondi stanziati dal Comune.
Siamo riusciti a visitare l’ala in prima persona e abbiamo notato varie novità, tra cui una nuova e tecnologica aula di robotica e una zona “cinema” dove gli alunni possono vedere contenuti multimediali; inoltre è presente un salone più luminoso e più spazioso dove i bambini possono trascorrere l'intervallo, un’ aula di musica aggiuntiva e  nuovi bagni, più puliti, moderni e colorati.
Anche la sicurezza è stata aumentata: vicino a ogni colonna del salone ci sono estintori di ultima generazione. 

Tutto questo è stato realizzato perché si prevede che nei prossimi anni il numero di alunni frequentanti la scuola primaria di Assago aumenterà.

La cosa che ci ha colpiti di più? Senz'altro... le aule "a scomparsa", cioè gli ambienti che, grazie a particolari pannelli pieghevoli, possono trasformarsi da classi scolastiche a grandi open space, utili, per esempio, per presentazioni, open day e spettacoli teatrali!
Mattia C. e Riccardo S.


Insieme, per una scuola sicura!

I ragazzi delle medie si esprimono contro ogni forma di bullismo e vandalismo

Negli ultimi anni nelle scuole e, in generale, tra i giovani, sono sempre più diffusi i fenomeni del bullismo  e del cyberbullismo. 
Il bullismo consiste in una serie di comportamenti aggressivi fisici e psicologici nei confronti di soggetti che non sono in grado di difendersi. I comportamenti violenti consistono in offese, insulti, derisione per l’aspetto fisico, diffamazione, esclusione, fino a vere e proprie aggressioni fisiche. 
Secondo alcuni studi il bullismo può accompagnare un bambino durante tutto il percorso scolastico.
In alcuni casi si manifesta sui social network.
Due ragazzi su tre dichiarano di aver subito bullismo. 
Sia bulli che vittime hanno un aspetto in comune: la poca autostima. Il primo nasconde questo aspetto con l’aggressività, il secondo si rinchiude nel suo “mondo”. Per combattere questo fenomeno il mezzo più efficace è sensibilizzare i giovani. Un ruolo molto importante ce l’hanno le scuole, gli insegnanti e le famiglie. Un altro rimedio molto efficace è parlarne con un adulto come un genitore o un insegnante oppure con un amico fidato.
Quando si è al corrente bisogna farsi avanti e intervenire proteggendo la vittima.
Un altro atteggiamento molto diffuso è il vandalismo. Scritte e graffiti non devono deturpare l'arredo scolastico, come banchi e porte dei bagni. Inoltre se vengono rovinate e rotte attrezzature pubbliche, alla fine il dirigente scolastico ne paga le conseguenze.
Abbiamo intervistato le bidelle, che pensano che il vandalismo sia una cosa stupida e offensiva. Hanno raccontato di alunni che hanno buttato oggetti nel laghetto della scuola oppure hanno provato a rompere la macchinetta del caffè per rubare i soldi... per fortuna è capitato solo una volta e i responsabili del tentato furto sono stati colti sul fatto.

In seguito abbiamo intervistato la professoressa Ferri, referente della scuola "Sandro Pertini". Secondo lei il bullismo è sbagliato perché bisogna rispettarsi l’un l’altro. Fortunatamente non molti alunni si sono rivolti alla vicepreside, ma quei pochi che lo hanno fatto hanno denunciato situazioni spiacevoli.
Per la docente, bullismo e vandalismo sono collegati e simili tra loro perché il bullismo è un atto di violenza nei confronti delle persone mentre il vandalismo è un atto irrispettoso verso l’ambiente scolastico.
Insieme dobbiamo batterci per una scuola sicura e tranquilla!       

Sofia C. e Anna M.

sabato 16 marzo 2019

Aspettando Cordoba...

Intervista a Giulia, a meno di un mese dal suo Erasmus in Spagna

Eccoci alla seconda tappa del progetto Erasmus della nostra scuola, che si terrà a Cordoba nel mese di aprile. A questo proposito, abbiamo intervistato Giulia di 3C, una delle ragazze selezionate per questa seconda avventura!

Ciao Giulia, racconta qualcosa di te: come definisci il tuo carattere con un paio di aggettivi?
Ambiziosa e anticonformista.

Cosa hai provato quando ti hanno detto che saresti andata a Cordoba?
All'inizio pensavo che sarei stata presa per l'Olanda, ma dopo ho realizzato che sarebbe stato bello partecipare al progetto in Spagna, una nazione che vorrei scoprire meglio.

Cosa ne pensi del progetto "Creativity@work?"
Lo ritengo molto interessante perché può ampliare la nostra cultura; inoltre è un'ottima opportunità anche dal punto di vista linguistico.

E... all'idea di andare a vivere per una settimana in una famiglia straniera?
Sicuramente per me è un'esperienza nuova, che mi preoccupa anche un po' se non dovessero esserci compagne italiane nella stessa famiglia che mi sarà assegnata.

Cosa ti aspetti dalla scuola di Cordoba? Che tipo di ambiente immagini di trovare?
Spero che gli insegnanti siano accoglienti e di non fare troppa fatica ad aprirmi con gli altri. Anche se alcuni studenti sono più grandi di me, la cosa non mi spaventa, perché ho frequentato dei corsi con compagni che avevano qualche anno in più.

Che cosa ti mancherà di più quando sarai lontana da casa?
I miei genitori e mia cugina, alla quale scriverò spesso, per non parlare di alcuni amici, che vogliono ricevere molte foto dalla Spagna.

Vorresti trasferirti, in futuro, all'estero?
Mi piace l'idea di viaggiare, ma l'idea di trasferirmi stabilmente in un altro Paese non mi convince perché sono troppo affezionata all'Italia.

Giulia M., Aurora P., Alessia P., Sofia R.
con la collaborazione di Emma D., Alessia Z., Michelle R. e Hiba H.

mercoledì 12 dicembre 2018

Emmeloord: missione compiuta

Intervista a Greta e Ivan, "reduci" dall'esperienza Erasmus!

Oggi abbiamo ascoltato alcuni dei ragazzi che hanno partecipato al progetto Erasmus + per avere qualche informazione in più sulla settimana che hanno trascorso a Emmeloord, nei Paesi Bassi, dal 18 al 23 novembre.

Avete visitato Amsterdam?
Solo il primo giorno, ma abbiamo avuto la possibilità di vedere il centro storico grazie a una crociera sui canali.



Come vi hanno accolto gli olandesi?
Sono stati molto carini, perché la sera del nostro arrivo ci aspettavano reggendo un cartellone con su scritto "welcome to Emmeloord".

Com'era la scuola olandese? E quali differenze avete notato rispetto a quella italiana?
La scuola era stupenda, dotata di spazi molto grandi e quindi anche di un maggior numero di laboratori. Ci ha colpito il fatto che i ragazzi potessero portarsi il cibo per la mensa da casa.



A proposito, era buono il cibo nei Paesi Bassi?
No, abbiamo mangiato parecchie volte al Mac Donald. Inoltre in Olanda si cena generalmente alle cinque del pomeriggio... troppo presto! Per non parlare del fatto che lì non si usano tovaglie e tovaglioli.

Avete stretto nuove amicizie con i ragazzi stranieri?
Sì, i più socievoli erano proprio gli olandesi.

Avete avuto difficoltà a comunicare?
Non molto, ma all'inizio eravamo un po' bloccati e tendevamo a rimanere con i nostri connazionali.

Come vanno a scuola gli olandesi?
Usano soprattutto la bici, anche se abitano lontano e anche durante l'inverno. Le famiglie spingono i ragazzi a essere il più possibile autonomi.

Qual è stata l'attività di laboratorio che vi è piaciuta di più?
Greta: la pittura sul legno
Ivan: quella sulla realtà aumentata.



domenica 2 dicembre 2018

INVITO IN BIBLIOTECA… CON DELITTO!


Una domenica insolita per i ragazzi assaghesi e alcuni genitori, alle prese con un mistero tra le mura della biblioteca comunale

Domenica 2 dicembre i responsabili della biblioteca comunale di Assago hanno organizzato un giallo interattivo destinato al pubblico dei ragazzi assaghesi, ma anche dei loro genitori, insegnanti e di chiunque volesse cimentarsi nella risoluzione di un intricato caso di sparizione!


Con grande maestria i bibliotecari hanno inscenato una vicenda ricca di suspense, disseminando indizi, per poi lasciare ai presenti il compito di scovare il colpevole.

I ragazzi dell’Istituto Comprensivo Margherita Hack hanno partecipato con entusiasmo e acume, per poi approdare a un finale degno di Agata Christie.



Grazie agli organizzatori Riccardo, Emanuele, Elisabetta, Lara, Lisa e soprattutto… Anna, che ha vestito i panni di un’irreprensibile bibliotecaria appassionata di letteratura russa e arti marziali!


martedì 6 novembre 2018

Io leggo perché

Ogni anno la nostra scuola partecipa all'iniziativa "Io leggo perché", che si prefigge l'obiettivo di appassionare i ragazzi alla lettura, invogliando i loro genitori ad acquistare libri da donare alle biblioteche scolastiche.


A questo proposito è stato organizzato un incontro  presso la Feltrinelli del Carrefour di Assago (la libreria gemellata con la nostra scuola). L'evento si è svolto con la partecipazione della professoressa Sarcuno che, oltre a insegnare, è autrice di libri, come per esempio l'ultimo, intitolato "Alle olimpiadi di grammatica".


Ecco la nostra intervista a Lorenzo M., Letizia e Nicolò, tre ragazzi di 3 C che hanno preso parte a questo momento di confronto.

Come vi è sembrato l'incontro al quale avete partecipato?
Ci è piaciuto molto. La prof ha presentato il suo ultimo romanzo e ci ha parlato del suo lavoro di scrittrice.

In che modo anche voi siete diventati protagonisti dell'incontro?
Abbiamo partecipato dei giochi legati alla lettura e alla scrittura, dato che tra il pubblico erano presenti anche bambini più piccoli, della scuola primaria. Inoltre abbiamo avuto l'opportunità di leggere un passo o un brano tratto dal nostro libro preferito.



Come si è svolto il pomeriggio dell'incontro?
Verso le 16.30 ci siamo diretti verso la Feltrinelli e alle 17.00 è iniziato l'incontro vero e proprio. Alla fine abbiamo scritto che cos'è per noi la lettura su dei post-it che abbiamo attaccato a un grande cartellone, poi esposto dalla libreria. Infine abbiamo mangiato la pizza da Spontini!

Quali libri avete comprato (se lo avete fatto) e quale genere letterario consigliate di leggere ai vostri coetanei?
All'incontro qualcuno ha comprato dei libri da donare alla scuola, ma non noi. Comunque i nostri generi preferiti sono quelli di azione, sentimentali, oppure i romanzi di formazione.

La redazione

venerdì 2 novembre 2018

Paesi... da leccarsi i Baffi!

Qualche consiglio di viaggio per i nostri compagni dell'Erasmus +... buon appetito!


Amsterdam, la capitale dei Paesi Bassi, è una città molto visitata da turisti provenienti da tutto il mondo, specialmente per la sua cultura culinaria.
Se andate ad Amsterdam dovete assolutamente provare il tradizionale cibo olandese: i più coraggiosi potranno assaggiare un panino con l'aringa cruda, mentre gli amanti dei dolci potranno gustare i mini pancake e la torta di mele.
Inoltre l'Olanda ha delle influenze gastronomiche provenienti da Paesi lontani, come la cucina indonesiana.

Tra i formaggi popolari ricordiamo il Gouda; inoltre si possono assaporare le patatine Oorlog, cioè le tipiche patatine fritte dello street food olandese. Sono vendute praticamente ovunque e a tutte le ore!
Tra i dolci non bisogna dimenticare gli Speculos, biscotti speziati fatti con la pasta frolla.

Mentre mangiate tutto questo, potete ascoltare... della buona musica, un altro aspetto molto importante nella vita degli olandesi. Una delle cantanti più famose è Caro Emerald, in vetta alle classifiche di tutta Europa per il genere jazz. Altri nomi popolari sono Anouck e Lady Shayna, una ragazza dalla voce molto intensa, divenuta celebre grazie al web.

Eleonora, Greta, Nazira

lunedì 29 ottobre 2018

Ragazzi all'altezza (parte seconda)

Il 15 ottobre abbiamo intervistato Elisa di 3 C riguardo al progetto Erasmus +, al quale parteciperà nel mese di novembre.
Le abbiamo fatto una serie di domande:





D: Quali sono le tue passioni?
R: Cantare, ballare, giocare con i gatti ciccioni, scrivere e recitare.
D: Sei felice di partecipare?
R: Sì, tantissimo: è dall'anno scorso che sono eccitata.
D: Come ti sei sentita quando ti hanno detto che sei stata selezionata?
R: L'ho saputo indirettamente, da un mio amico e quando ho reagito, ho dato di matto per la gioia.
D: Cosa ti aspetti dal progetto?
R: Spero sia una bella esperienza e spero di poter visitare Amsterdam; nel complesso sono molto contenta.
D: Ti aspettavi di essere selezionata?
R: Avevo saputo da mia mamma di avere una possibilità per essere scelta già da qualche settimana, ma sinceramente non me lo sarei mai aspettato.
D: Sei emozionata all'idea di andare in una famiglia?
R: Ho un po' paura perché non conosco le persone che mi accoglieranno.
D: Hai ansia? Se sì, per che cosa?
R: Prima avevo un po' di ansia perché nella mia classe c'è sempre stata un po' di competizione. Tanti ragazzi sono bravi in inglese, ma ora mi sento più libera.
D: Hai paura di non essere all'altezza del progetto?
R: Non so, forse un pochino.
D: Come ti aspetti che sia l'istruzione olandese?
R: Non so che cosa aspettarmi perché magari hanno metodi di studio diversi ma, dalle informazioni ricevute finora, penso sia ben organizzata.
D: Ti piace l'Olanda o preferivi andare in un altro Paese?
R: Sicuramente mi piace l'Olanda e mi è sempre piaciuta, ma mi aspettavo di essere selezionata per la Spagna perché lì verrà affrontato il tema della musica.
D: Cosa pensi all'idea di fare una escape room?
R: Al primo impatto ero abbastanza terrorizzata perché si svolgerà probabilmente in un carcere, ma penso che andrà tutto bene.
D: Com'è il tuo rendimento scolastico?
R: Generalmente in quasi tutte le materie sto sull'8-9 e il comportamento è buono.
D: Sei consapevole che dal tuo impegno dipenderà il buon esito del progetto?
R: Sì, sono consapevole di ciò e comunque per prepararci facciamo tutti laboratorio di coding per progettare dei portachiavi da stampare con la stampante 3D.
D: Descrivi il tuo carattere con tre parole
R: Estroversa, chiacchierona, socievole.
D: Come ti aspetti che sia il cibo in Olanda?
R: L'anno scorso ho fatto una ricerca sui cibi olandesi. Certi prodotti sono buoni, altri meno perché bisogna avere uno stomaco forte, comunque non credo sia male.
D: Qual è la tua materia scolastica preferita?
R: Inglese e italiano.


lunedì 22 ottobre 2018

Due ragazzi all'altezza (dei Paesi Bassi)

Intervista a Enrico (3c) e Chiara (3b)

Oggi, 15 ottobre 2018, abbiamo intervistato Enrico della classe 3 C.
Enrico è stato selezionato per partecipare all'iniziativa Erasmus + e alle nostre domande ha risposto così:

D: Come ti è sembrato l'inizio della terza media?
R: L'inizio sembrava difficile, ma poi si è rivelata uguale alla seconda.
D: Quali sono le tue passioni legate al progetto?
R: Mi piace molto l'inglese e scoprire posti nuovi.
D: Perché hai deciso di candidarti per partecipare a questo progetto?
R: Quando ci hanno detto che la lettera per partecipare andava scritta in inglese, mi sono sentito sicuro perché è una cosa che mi riesce bene.
D: Sei felice di essere stato scelto?
R: Sì, sono molto felice.
D: Sai dove alloggerete quando sarete in Olanda?
R: Sì, alloggeremo in una famiglia.
D: Cosa ti aspetti dall'Olanda e da questo progetto?
R: Spero che ci siano delle ragazze carine e di divertirmi molto.
D: Sei molto legato alla tua famiglia e credi che ti mancherà?
R: Sicuramente telefonerò ai miei tutti i giorni e mi mancheranno molto.
D: Quali sono i social che usi di più?
R: Uso soprattutto youtube e Instagram
D: Qual è il tuo rendimento scolastico?
R: A scuola vado bene, ho la media del 7-8.
D: Sei consapevole che con questo progetto rappresenterai l'Italia e la nostra scuola in Europa?
R: Sono consapevole, contento di ciò e spero di dare il massimo.

Greta, Nazira, Angelica

Subito dopo abbiamo ascoltato Chiara, che frequenta la classe 3 B.

D: Qual è stata la tua espressione quando hai saputo di essere stata scelta per il progetto Erasmus +? Descrivila.
R: Quando ho scoperto di essere stata scelta, ero emozionatissima.
D: Cosa pensi dell'Olanda?
R: Secondo me è una nazione molto interessante da visitare.
D: Come vai a scuola?
R: Vado bene, ma non mi piace storia.
D: Ti senti all'altezza di questo progetto?
R: Secondo me sono una ragazza molto affidabile, quindi... sì.
D: Pensi di fare amicizia con i ragazzi olandesi?
R: Spero di stringere nuove amicizie.
D: Secondo te come sarà il meteo in Olanda?
R: Il clima secondo me sarà umido, con un po' di sole.
D: Che cosa metterai in valigia?
R: Metterò vestiti pesanti.
D: Hai paura di andare in Olanda senza i tuoi genitori?
R: No, non ho paura di andare all'estero perché mi è già capitato, ma è una lunga storia...
D: Pensi che sarai attiva sui social durante la tua permanenza?
R: Sì, sarò molto attiva.
D: Vorresti aprire un canale youtube?
R: Forse, ma sono un po' riservata. Mi trovo bene con la tecnologia comunque.
D: Ti sembra spaventoso questo progetto?
R: No.
D: Hai paura dell'aereo?
R: No, ma non ci salgo da tanto!
D: Cosa farai in aereo durante il viaggio?
R: Starò vicino ai miei amici per chiacchierare con loro.
D: Come pensi che sia la Escape Room, dato che ne farete una in Olanda?
R: Semplicemente si tratta di una stanza chiusa dalla quale bisogna uscire. Non so nient'altro, ma sembra divertente.
D: Pensi di divertirti?
R: Sì, sarà un'esperienza indimenticabile.
D: Ti piace il cibo olandese?
R: Non ho mai assaggiato nulla di olandese.
D: Preferisci i dolci o il salato?
R: Preferisco gli alimenti salati.
D: Ti è piaciuta questa intervista?
R: Ovvio!
Hiba, Eleonora

lunedì 8 ottobre 2018

ASSAGHESI FANTASTICI E DOVE TROVARLI!


ASSAGHESI FANTASTICI E DOVE TROVARLI!

La scuola di Assago vincitrice del progetto Erasmus+, otto alunni in partenza per l’Olanda

L’anno scolastico 2018-2019 è iniziato con una grande notizia: la nostra scuola, “Margherita Hack” di Assago, è stata selezionata per partecipare a un progetto Erasmus+ KA2 in collaborazione con tre istituti europei (una scuola olandese a Emmeloord, una spagnola a Cordoba e una tedesca a Neuburg).
Questo progetto coinvolgerà alcuni alunni di terza media, che lavoreranno insieme ai loro coetanei europei sul tema della creatività applicata al mondo del lavoro, con lo scopo di scoprire i propri talenti artistici e trasformarli in una professione.

Gli studenti che hanno presentato la propria candidatura sono stati selezionati in base al rendimento scolastico, alla maturità nel comportamento e a una lettera motivazionale. Sono stati scelti otto ragazzi, che si recheranno a Emmeloord per una settimana, dal 18 al 23 novembre 2018, per progettare stampe 3 D. I loro nomi sono Ivan C. e Giulia G. (3 A), Jacopo M. e Chiara M. (3 B), Enrico A. ed Elisa B. (3 C), Diego R. (3 D), Greta L. (3 E).
E… non è finita qui: il progetto andrà avanti anche l’anno prossimo e magari tra gli otto fortunati che partiranno per l’Erasmus potrà esserci anche qualcuno di noi, dato che saremo in terza media!

La redazione





giovedì 31 maggio 2018

L'inchiesta del giornalino-blog

INCONTRI CON L'AUTORE: SI' O NO?

Riflettiamo e indaghiamo sulla pratica, di molte scuole, di organizzare incontri con autori.


In redazione ci siamo domandati se gli incontri con gli autori dei libri che leggiamo siano un momento utile di confronto tra ragazzi e scrittori, oppure siano soltanto un'occasione, per questi ultimi, di farsi della pubblicità.
Per capire meglio abbiamo parlato con i bibliotecari di Assago, Emanuele ed Elisabetta, particolarmente esperti perché la biblioteca ospita abitualmente eventi di questo tipo.
Emanuele ha raccontato di aver vissuto delle ottime esperienze con parecchi degli autori incontrati, anche se purtroppo è rimasto spesso deluso dallo scarso numero delle persone che partecipano a queste iniziative.
Elisabetta, appassionata di libri romantici, ha incontrato una delle sue autrici preferite, rimanendo piuttosto amareggiata, perché si è rivelata molto fredda e distante rispetto al pubblico. I bibliotecari hanno aggiunto che, in alcuni casi, degli autori anche molto bravi e affermati si siano comportati in modo non del tutto cortese con il pubblico, più interessati a vendere le copie che a creare un contatto con i lettori.

Anche noi studenti abbiamo vissuto delle esperienze significative, assistendo a due incontri con autori di romanzi letti in classe. Il primo è stato molto coinvolgente: l'autore, che è anche insegnante in un liceo, ha approfondito tanti aspetti della storia, parlando di sé e mostrando una grande passione per il suo lavoro, per la scrittura e per i ragazzi.
Il secondo incontro, invece, è stato un autentico fiasco: anche in questo caso si trattava di un autore per ragazzi, che però non ha saputo sfruttare l'occasione per interagire in modo istruttivo con gli ascoltatori, anzi non ha fatto altro che sminuire chi aveva davanti e sembrava più che altro interessato a pubblicizzare il successivo libro in uscita.
Insomma, un'oretta scarsa in cui non faceva altro che parlare del "firmacopie".

In conclusione deduciamo che la nostra inchiesta non può trovare una risposta precisa, ma ogni incontro ha la sua storia a sé. Anche le esperienze con autori come l'ultimo da noi incontrato possono essere utili, se non altro per evitare di leggere in futuro i libri di quello scrittore, perciò... autori, incontrateci. E rispettateci.

Giulia S, Anthony T.