mercoledì 4 dicembre 2019

Walking tour... in English


Viaggiare e parlare inglese.... senza andare troppo lontano!

Da anni nella nostra scuola si svolgono i walking tour organizzati dalla prof. di inglese Donatella Perrotta. Si tratta di una grande opportunità che ci viene offerta dall’istituto.

L’attività consiste nel visitare le attrazioni principali di una città mediante delle guide madrelingua che parlano in inglese e che, oltre a descriverci i monumenti, raccontano delle leggende sulle origini dei luoghi.

Il nostro compito è ascoltare che cosa viene detto e prendere appunti  perché, una volta tornati a scuola, sosteniamo un piccolo test per capire quanto siamo stati attenti e che cosa ci ricordiamo della gita.
L’aspetto che più ci piace dei walking tour è la possibilità di visitare una nuova città o scoprire delle cose nuove sulla nostra.
Quest’anno visiteremo Milano e speriamo che sia divertente come l’anno scorso a Pavia.
Riccardo S., Mattia C., Micole G.


STIAMO IN GUARDIA!


Una nuova iniziativa alle medie: l’insegnamento di tecniche di autodifesa nelle ore di educazione fisica

Noi, le ragazze di blog, abbiamo intervistato la prof di educazione fisica Francesca Pecoraro per confrontarci con lei sulla possibilità di inserire delle lezioni di autodifesa all’interno delle ore di scienze motorie.

L’autodifesa consiste nell’essere in grado di difendersi da soli contro eventuali malintenzionati, cosa che dovrebbero imparare a fare tutti, anche fuori dalla scuola, perché purtroppo può capitare di trovarsi in situazioni spiacevoli, anche per strada.


La prof ha accettato la proposta e  nei giorni seguenti sono arrivati a scuola  due professionisti/ istruttori di KICK BOXING per svolgere una lezione di autodifesa.

La KICK BOXING consiste nell’imparare a difendersi con calci (a mulo, frontale, laterale ecc…), pugni (es. jeb, diretto, gancio ecc..) e parate; inoltre abbiamo appreso tecniche di judo.

Gli esercizi che abbiamo svolto nelle ore di educazione fisica riguardanti la kick boxing sono stati finalizzati a mantenere la guardia in modo che l’avversario non ti colpisca sulle ginocchia; quindi ci hanno spiegato che il jeb viene tirato con il braccio davanti e il diretto invece con il braccio dietro; gli esperti infine ci hanno mostrato le cadute all’indietro e in avanti.



Questa attività ci ha fornito le basi dell’autodifesa, ma gli esperti ci hanno insegnato anche che le mosse imparate non servono per fare del male bensì riuscire a difenderci in caso di difficoltà.

                   ALESSIA C., ALESSIA  D. B. E SOFIA P.

Pronto intervento prof!


I docenti, i bidelli e le segretarie della scuola hanno seguito un corso sul primo soccorso e sull’uso del defibrillatore.

Negli ultimi giorni il personale scolastico è stato sottoposto a un corso di tecniche di primo soccorso e ha imparato a usare il defibrillatore, uno strumento pericoloso che va usato con molte attenzioni e precauzioni, essendo dotato di un sistema elettrico in grado di dare la scossa.
Il corso è stato effettuato nei giorni del 16 e del 23 novembre con la partecipazione di 50 persone. È  stato utile perché a scuola può accadere che i ragazzi svengano o si sentano male. Nella scuola elementare, in seconda, una bambina di sette anni ha avuto un mancamento e per soccorrerla hanno dovuto chiamare l’ambulanza.

In un altro istituto l’intervento esperto di un insegnante ha potuto salvare un alunno. Fuori dalla scuola, ad esempio nell’ambito di associazioni sportive, alcuni ragazzi hanno frequentato un corso salvavita scoprendo come agire in caso di emergenza.

Abbiamo intervistato una bidella e una segretaria della scuola che hanno partecipato al corso, per comprendere meglio che cosa hanno imparato: nel momento in cui una persona si sente male bisogna subito controllare la respirazione, per distinguere uno svenimento dall’ arresto cardiaco. Poi un altro aspetto fondamentale su cui ci si deve basare è la coscienza: la persona risponde oppure no?
Nel frattempo bisogna eseguire delle flessioni con entrambi le mani al centro dello sterno e, dopo trenta massaggi, la respirazione bocca a bocca. Nel frattempo si chiama l’ambulanza.
Adesso, grazie a questo corso, le scuole sono più sicure e pronte a ogni evenienza.



                                                                                             Sofia C.,Anna M., Alessia D.B.


mercoledì 27 novembre 2019

UNA MENSA A MISURA DI CELIACO!



Di fronte a un disturbo sempre più diffuso, ecco come la mensa della nostra scuola tutela i ragazzi.

Un problema alimentare di alcune persone è la celiachia; si tratta di un’intolleranza verso il glutine che, una volta assunto, può causare conseguenze minime o gravi: dai giramenti di testa alla nausea nei  casi minimi, ma nei casi gravi si passa dall’infiammazione intestinale allo shock anafilattico.
In alcune strutture scolastiche involontariamente hanno servito a ragazzi celiaci del glutine che ha causato conseguenze pessime: per curare gli alunni sono stati usati dei farmaci salvavita.

Chi è celiaco deve stare molto attento con il glutine e mangiare senza mai assumerlo. Il glutine, il nemico di ogni celiaco, è in tutto ciò che riguarda la farina, il grano e l’orzo.
Abbiamo intervistato i responsabili della nostra mensa dell’Istituto Margherita Hack di Assago. Nell’istituto i celiaci sono pochi e principalmente il numero è tra i sette e gli otto per ogni ordine di scuola. Il menù non cambia molto e tendenzialmente è simile a quello degli altri, con tutte le attenzioni della dieta. La scuola inoltre usa dei cartellini colorati, cosicché  la mensa riesca a distinguere i ragazzi con una dieta particolare. Gli strumenti non sono tanti, ma sufficienti e sicuri per chiunque.
Anna M., Sofia C., Alessia D.B.

venerdì 15 novembre 2019

La scuola si fa bella

La primaria diventa più grande, capiente e all'avanguardia, grazie ai lavori di ampliamento di quest'estate.

Nella scuola primaria di Assago "Giovanni Falcone" è stata aggiunta una nuova ala per allargare l'istituto e aggiungere un'ulteriore sezione (E): quest’ultima è stata inaugurata a settembre 2019. 

I lavori sono stati realizzati quest'estate, quando la scuola era chiusa per le vacanze estive, e sono stati portati a termine in modo puntuale, grazie ai fondi stanziati dal Comune.
Siamo riusciti a visitare l’ala in prima persona e abbiamo notato varie novità, tra cui una nuova e tecnologica aula di robotica e una zona “cinema” dove gli alunni possono vedere contenuti multimediali; inoltre è presente un salone più luminoso e più spazioso dove i bambini possono trascorrere l'intervallo, un’ aula di musica aggiuntiva e  nuovi bagni, più puliti, moderni e colorati.
Anche la sicurezza è stata aumentata: vicino a ogni colonna del salone ci sono estintori di ultima generazione. 

Tutto questo è stato realizzato perché si prevede che nei prossimi anni il numero di alunni frequentanti la scuola primaria di Assago aumenterà.

La cosa che ci ha colpiti di più? Senz'altro... le aule "a scomparsa", cioè gli ambienti che, grazie a particolari pannelli pieghevoli, possono trasformarsi da classi scolastiche a grandi open space, utili, per esempio, per presentazioni, open day e spettacoli teatrali!
Mattia C. e Riccardo S.


Insieme, per una scuola sicura!

I ragazzi delle medie si esprimono contro ogni forma di bullismo e vandalismo

Negli ultimi anni nelle scuole e, in generale, tra i giovani, sono sempre più diffusi i fenomeni del bullismo  e del cyberbullismo. 
Il bullismo consiste in una serie di comportamenti aggressivi fisici e psicologici nei confronti di soggetti che non sono in grado di difendersi. I comportamenti violenti consistono in offese, insulti, derisione per l’aspetto fisico, diffamazione, esclusione, fino a vere e proprie aggressioni fisiche. 
Secondo alcuni studi il bullismo può accompagnare un bambino durante tutto il percorso scolastico.
In alcuni casi si manifesta sui social network.
Due ragazzi su tre dichiarano di aver subito bullismo. 
Sia bulli che vittime hanno un aspetto in comune: la poca autostima. Il primo nasconde questo aspetto con l’aggressività, il secondo si rinchiude nel suo “mondo”. Per combattere questo fenomeno il mezzo più efficace è sensibilizzare i giovani. Un ruolo molto importante ce l’hanno le scuole, gli insegnanti e le famiglie. Un altro rimedio molto efficace è parlarne con un adulto come un genitore o un insegnante oppure con un amico fidato.
Quando si è al corrente bisogna farsi avanti e intervenire proteggendo la vittima.
Un altro atteggiamento molto diffuso è il vandalismo. Scritte e graffiti non devono deturpare l'arredo scolastico, come banchi e porte dei bagni. Inoltre se vengono rovinate e rotte attrezzature pubbliche, alla fine il dirigente scolastico ne paga le conseguenze.
Abbiamo intervistato le bidelle, che pensano che il vandalismo sia una cosa stupida e offensiva. Hanno raccontato di alunni che hanno buttato oggetti nel laghetto della scuola oppure hanno provato a rompere la macchinetta del caffè per rubare i soldi... per fortuna è capitato solo una volta e i responsabili del tentato furto sono stati colti sul fatto.

In seguito abbiamo intervistato la professoressa Ferri, referente della scuola "Sandro Pertini". Secondo lei il bullismo è sbagliato perché bisogna rispettarsi l’un l’altro. Fortunatamente non molti alunni si sono rivolti alla vicepreside, ma quei pochi che lo hanno fatto hanno denunciato situazioni spiacevoli.
Per la docente, bullismo e vandalismo sono collegati e simili tra loro perché il bullismo è un atto di violenza nei confronti delle persone mentre il vandalismo è un atto irrispettoso verso l’ambiente scolastico.
Insieme dobbiamo batterci per una scuola sicura e tranquilla!       

Sofia C. e Anna M.

sabato 16 marzo 2019

Aspettando Cordoba...

Intervista a Giulia, a meno di un mese dal suo Erasmus in Spagna

Eccoci alla seconda tappa del progetto Erasmus della nostra scuola, che si terrà a Cordoba nel mese di aprile. A questo proposito, abbiamo intervistato Giulia di 3C, una delle ragazze selezionate per questa seconda avventura!

Ciao Giulia, racconta qualcosa di te: come definisci il tuo carattere con un paio di aggettivi?
Ambiziosa e anticonformista.

Cosa hai provato quando ti hanno detto che saresti andata a Cordoba?
All'inizio pensavo che sarei stata presa per l'Olanda, ma dopo ho realizzato che sarebbe stato bello partecipare al progetto in Spagna, una nazione che vorrei scoprire meglio.

Cosa ne pensi del progetto "Creativity@work?"
Lo ritengo molto interessante perché può ampliare la nostra cultura; inoltre è un'ottima opportunità anche dal punto di vista linguistico.

E... all'idea di andare a vivere per una settimana in una famiglia straniera?
Sicuramente per me è un'esperienza nuova, che mi preoccupa anche un po' se non dovessero esserci compagne italiane nella stessa famiglia che mi sarà assegnata.

Cosa ti aspetti dalla scuola di Cordoba? Che tipo di ambiente immagini di trovare?
Spero che gli insegnanti siano accoglienti e di non fare troppa fatica ad aprirmi con gli altri. Anche se alcuni studenti sono più grandi di me, la cosa non mi spaventa, perché ho frequentato dei corsi con compagni che avevano qualche anno in più.

Che cosa ti mancherà di più quando sarai lontana da casa?
I miei genitori e mia cugina, alla quale scriverò spesso, per non parlare di alcuni amici, che vogliono ricevere molte foto dalla Spagna.

Vorresti trasferirti, in futuro, all'estero?
Mi piace l'idea di viaggiare, ma l'idea di trasferirmi stabilmente in un altro Paese non mi convince perché sono troppo affezionata all'Italia.

Giulia M., Aurora P., Alessia P., Sofia R.
con la collaborazione di Emma D., Alessia Z., Michelle R. e Hiba H.