Perché leggiamo? Perché scriviamo? Perché l'uomo, da sempre, ha bisogno di storie?
Pubblicate le vostre riflessioni
"L'eco del corridoio" è il blog curato dai ragazzi della scuola media di Assago nell'ambito del laboratorio "Giornalino blog".
giovedì 28 gennaio 2016
BENVENUTI!!! SI COMINCIA!
Il laboratorio "book reporter" del secondo quadrimestre sta per cominciare: siete pronti?
In queste lezioni imparerete a :
LEGGERE in modo creativo
- scoprendo qual è il libro o il genere che fanno per voi
- osservando il funzionamento di una biblioteca
- partecipando a uscite didattiche sulla lettura
SCRIVERE su un blog letterario (questo!)
- apprendendo le principali tecniche giornalistiche
- giocando con le parole
- intervenendo attivamente sul blog
- visitando redazioni vere oppure incontrando esperti del settore!
domenica 10 gennaio 2016
Freedom writers
Freedom Writers: il trailer
Un film dove la lettura e la scrittura possono rappresentare un'occasione di riscatto, un'opportunità per cambiare la propria esistenza.
Lo abbiamo visto, commentato e... applaudito!
Un film dove la lettura e la scrittura possono rappresentare un'occasione di riscatto, un'opportunità per cambiare la propria esistenza.
Lo abbiamo visto, commentato e... applaudito!
sabato 21 novembre 2015
UN'INTERVISTA SPECIALE (a cura dei ragazzi del laboratorio Bookreporter)
Il
6 novembre 2015 abbiamo intervistato una giornalista in attesa di ottenere il
tesserino da pubblicista: Roberta Campagna.
Roberta ha incominciato
il suo lavoro nel marzo del 2014.
Lei,
quando era piccola sognava di diventare una biologa marina, era brava a scrivere
ma non pensava di diventare giornalista. Attualmente sta studiando Lettere
Moderne, per poi specializzarsi in giornalismo; infatti non è ancora il suo
lavoro fisso ma presto lo diventerà.
Fa
parte della redazione del “Sì o No Giornale dei Navigli”, cioè un settimanale che viene distribuito
gratuitamente nelle zone di Corsico, Buccinasco, San Donato, San Giuliano,
Assago, Trezzano e Rozzano.
ECCO
IL NOSTRO BOTTA E RISPOSTA CON ROBERTA!
Dove
lavora?
Lavoro
al giornale dei navigli, che si trova spesso in giro e inoltre è gratis.
Il
giornale, essendo gratis, come fa a “sopravvivere”?
Il
giornale ha molte pubblicità, e grazie a quelle resiste.
Oggi tutti i giornali sopravvivono attraverso la pubblicità, infatti con l’avvento
di internet e dei giornali online i
guadagni provenienti dalle vendite sono diminuiti tantissimo.
Che
zona ricopre per il giornale?
Ricopro
la zona di Assago, Gaggiano, Cesano Boscone e Buccinasco.
Ha
mai assistito ad una vicenda che poi ha anche scritto?
Sì,
mi è capitato.
È mai
stata ad una conferenza stampa?
A
noi giornalisti può capitare spesso di andarci.
Riguardo
a che cosa scrive?
Scrivo
articoli riguardanti la tutela delle donne e dei bambini, ma anche spettacoli ed
eventi culturali, come concerti, mostre e presentazioni di libri.
Come
bisogna comportarsi nell’ambito giornalistico?
Bisogna
essere educati, ma decisi e sicuri di sé.
Qual
è stata la sua intervista migliore?
Quella
a Ivan Tresoldi, il famoso writer che ha scritto la frase “Chi getta semi al
vento farà fiorire il cielo”.
Alcune
volte perché i politici non rispondono?
Alcune
volte non rispondono o perché hanno un impegno urgente o se non rispondono per
varie volte può darsi che ci sia qualcosa sotto e perciò vengono segnalati.
Un consiglio per chi vuole
intraprendere questa professione?
Per
diventare giornalisti non è necessaria la laurea, ma è fondamentale leggere
molto, saper scrivere bene e soprattutto avere una grande passione per un
mestiere che non sempre è facile.
TRA LE IMMAGINI DI QUESTO POST TROVATE... LE PRIME PAGINE DEI NOSTRI SOGNI!
mercoledì 28 ottobre 2015
A scuola con l’Oasi WWF Policoro
Raccontiamo l'esperienza divertente e istruttiva vissuta dai ragazzi della scuola primaria di Assago!
“Che bello
andare a scuola”,
quello che vorrebbero sentir dire tutti i genitori e i docenti dai ragazzi
delle scuole d’Italia e non solo, ma non sempre le aspettative vengono
esaudite.
Eppure, questa splendida frase l’ha sentita il nostro
biologo, pochi giorni fa, in una scuola di Milano da alcuni bimbi della 4a
elementare. Infatti il 14 ottobre il dott. Cirelli, Biologo Marino
dell’Oasi WWF di Policoro, ha fatto visita ad una scolaresca dell’istituto
comprensivo “Margherita Hack”, la scuola primaria Giovanni Falcone,
precisamente la 4D, per promuovere le attività didattiche ed educative del
Centro di Educazione Ambientale policorese.
Due ore piene, che hanno visto i ragazzi protagonisti
attivi, a contatto con gli insetti e le loro caratteristiche, improvvisandosi piccoli scienziati alle prese
con un vero esperimento: ricreare in un ambiente artificiale le condizioni
ecologiche per accogliere i famigerati insetti stecco, campioni di mimetismo e
specie chiave nell’ equilibrio eco sistemico del sottobosco.
Successivamente la parte creativa del laboratorio
frontale: la costruzione di un Bug Hotel, “la casa degli insetti buoni”, come
la chiamano alcuni, strumento innovativo e creativo per affrontare concetti
chiave nelle Scienze come i Regni, il mimetismo e le strategie di difesa degli
essere viventi e anticipando tematiche attuali come la raccolta differenziata a
sostegno della biodiversità e il decoro urbano.
Cannucce di plastica,bottiglie e lattine, paglia e
cartone, oltre ad altri materiali di uso quotidiano, sono stati utilizzati per
produrre i rifugi invernali dei cosiddetti “insetti buoni”, ovvero capaci di
impollinare e utili strumenti contro la lotta biologica, con uno sguardo attento alla salvaguardia
della Biodiversità in tutti i suoi aspetti.
Sono infatti circa 900.000 le specie di insetti che
abitano il nostro pianeta e che contribuiscono in maggior abbondanza alla
composizione della biodiversità; animali che si adattano velocemente ai
cambiamenti ambientali, molti dei quali scelti come bioindicatori, utili a
garantire il corretto svolgimento delle funzioni ecosistemiche con la loro
presenza, risorsa per l’intero ciclo biologico.
Tale iniziativa si inserisce nell’ambito della
presentazione dei nuovi percorsi didattici che il CEA dell’Oasi WWF
di Policoro intende trasferire alle scuole per l’anno scolastico
2015/2016, attraverso incontri frontali con laboratori didattici
preparatori e conclusivi allo svolgimento di Campi Scuola e Viaggi
d’Istruzione presso la struttura ricettiva del Centro Visite WWF, nella
Riserva Naturale di Bosco Pantano, a contatto con la Natura, la Storia e la
Cultura, ricchezze di un territorio magico e ancora da scoprire.
La giornata si è conclusa con i ringraziamenti delle
maestre, Laura Maganza e Maria Marinelli, vere artefici e promotrici della
giornata, che hanno invitato nuovamente i responsabili dell’Oasi a condividere
un percorso formativo sempre più di qualità per i propri studenti, entusiasti e desiderosi di ripetere un’esperienza
che li ha visti Scienziati per un giorno.
Esperienza positiva anche per l’Oasi che ha potuto
trasferire le proprie emozioni, le proprie attività e il proprio territorio
fuori dal contesto Regionale, condividendone contenuti e finalità, sui banchi di
scuola, con i veri protagonisti del futuro.
sabato 24 ottobre 2015
"Il topo dei fumetti" di Gianni Rodari
Un topolino dei fumetti, stanco di abitare tra le pagine di un giornale e desideroso di cambiare il sapore della carne con quello del formaggio, spiccò un bel salto e si trovò nel mondo dei topi di carta e d’ossa.
“Squash!” esclamò subito, sentendo odor di gatto.
“Come ha detto?” bisbigliarono gli altri topi, messi in soggezione da quella strana parola.
“Sploom, bang, gulp!” disse il topolino, che parlava solo la lingua dei fumetti.
“Dev’essere turco,” osservò un vecchio topo di bastimento, che prima di andare in pensione era stato in servizio nel Mediterraneo. E si provò a rivolgergli la parola in turco. Il topolino lo guardò con meraviglia e disse:
“Ziip, fiish, bronk”.
“Non è turco”, concluse il topo navigatore.
“Allora cos’è?”
“Vattelapesca”.
Così lo chiamarono Vattelapesca e lo tennero un po’ come lo scemo del villaggio.
“Vattelapesca”, gli domandavano, “ti piace di più il parmigiano o il groviera?”
“Spliiit, grong, ziziziir”, rispondeva il topo dei fumetti.
“Buona notte”, ridevano gli altri. I più piccoli, poi, gli tiravano la coda apposta per sentirlo protestare in quella buffa maniera: “Zoong, splash, squarr!”
Una volta andarono a caccia in un mulino, pieno di sacchi di farina bianca e gialla. I topi affondarono i denti in quella manna e masticavano a cottimo, facendo: crik, crik, crik, come tutti i topi quando masticano. Ma il topo dei fumetti faceva: “Crek, screk, schererek”.
“Impara almeno a mangiare come le persone educate”, borbottò il topo navigatore.
“Se fossimo su un bastimento saresti già stato buttato a mare. Ti rendi conto o no che fai un rumore disgustoso?”
“Crengh”, disse il topo dei fumetti, e tornò a infilarsi in un sacco di granturco.
Il navigatore, allora, fece un segno agli altri, e quatti quatti se la filarono, abbandonando lo straniero al suo destino, sicuri che non avrebbe mai ritrovato la strada di casa.
Per un po’ il topolino continuò a masticare. Quando finalmente si accorse di essere rimasto solo, era già troppo buio per cercare la strada e decise di passare la notte al mulino. Stava per addormentarsi, quand’ecco nel buio accendersi due semafori gialli, ecco il fruscio sinistro di quattro zampe il cacciatore. Un gatto!
“Squash!” disse il topolino, con un brivido.
“Gragrragnau!” rispose il gatto. Cielo, era un gatto dei fumetti! La trivù dei gatti veri lo aveva cacciato perchè non riusciva a fare miao come si deve.
I due derelitti si abbracciarono, giurandosi eterna amicizia e passarono tutta la notte a conversare nella strana lingua dei fumetti. Si capivano a meraviglia.
“Squash!” esclamò subito, sentendo odor di gatto.
“Come ha detto?” bisbigliarono gli altri topi, messi in soggezione da quella strana parola.
“Sploom, bang, gulp!” disse il topolino, che parlava solo la lingua dei fumetti.
“Dev’essere turco,” osservò un vecchio topo di bastimento, che prima di andare in pensione era stato in servizio nel Mediterraneo. E si provò a rivolgergli la parola in turco. Il topolino lo guardò con meraviglia e disse:
“Ziip, fiish, bronk”.
“Non è turco”, concluse il topo navigatore.
“Allora cos’è?”
“Vattelapesca”.
Così lo chiamarono Vattelapesca e lo tennero un po’ come lo scemo del villaggio.
“Vattelapesca”, gli domandavano, “ti piace di più il parmigiano o il groviera?”
“Spliiit, grong, ziziziir”, rispondeva il topo dei fumetti.
“Buona notte”, ridevano gli altri. I più piccoli, poi, gli tiravano la coda apposta per sentirlo protestare in quella buffa maniera: “Zoong, splash, squarr!”
Una volta andarono a caccia in un mulino, pieno di sacchi di farina bianca e gialla. I topi affondarono i denti in quella manna e masticavano a cottimo, facendo: crik, crik, crik, come tutti i topi quando masticano. Ma il topo dei fumetti faceva: “Crek, screk, schererek”.
“Impara almeno a mangiare come le persone educate”, borbottò il topo navigatore.
“Se fossimo su un bastimento saresti già stato buttato a mare. Ti rendi conto o no che fai un rumore disgustoso?”
“Crengh”, disse il topo dei fumetti, e tornò a infilarsi in un sacco di granturco.
Il navigatore, allora, fece un segno agli altri, e quatti quatti se la filarono, abbandonando lo straniero al suo destino, sicuri che non avrebbe mai ritrovato la strada di casa.
Per un po’ il topolino continuò a masticare. Quando finalmente si accorse di essere rimasto solo, era già troppo buio per cercare la strada e decise di passare la notte al mulino. Stava per addormentarsi, quand’ecco nel buio accendersi due semafori gialli, ecco il fruscio sinistro di quattro zampe il cacciatore. Un gatto!
“Squash!” disse il topolino, con un brivido.
“Gragrragnau!” rispose il gatto. Cielo, era un gatto dei fumetti! La trivù dei gatti veri lo aveva cacciato perchè non riusciva a fare miao come si deve.
I due derelitti si abbracciarono, giurandosi eterna amicizia e passarono tutta la notte a conversare nella strana lingua dei fumetti. Si capivano a meraviglia.
Le copertine dei nostri bookreporter
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